Liu Bolin

 

Mimetismi artistici fra il visibile e l’invisibile

Per la seconda volta dalla sua apertura, MUDEC PHOTO a Milano , ospita l’artista cinese Liu Bolin con una mostra espressamente creata per il proprio prestigioso spazio espositivo .

L’esposizione, promossa dal comune di Milano- cultura, dal MUDEC e prodotta da 24 ORE cultura in collaborazione con Bozart Gallery e con la curatela di Beatrice Benedetti, è stata preceduta, un mese prima della inaugurazione, da una performance dell’artista nella quale sono stati utilizzati alcuni iconici pezzi della collezione permanente del MUDEC.

L’artista cinese di fama internazionale Liu Bolin (Shandong, 1973) è conosciuto al grande pubblico per le sue performance mimetiche, in cui, grazie a un accurato body painting, il suo corpo risulta pienamente integrato con lo sfondo: lo spettacolare ’effetto finale viene poi immortalato in immagini che rappresentano un’interessante connubio fra pittura. fotografia e arte visiva.

Anche nella mostra “visible invisible” si conferma il messaggio ricorrente dell’artista : ovvero la poetica di mimetizzarsi diventando “cosa fra le cose” , per mostrare che tutti i luoghi, tutti gli oggetti, persino il più piccolo, hanno un’anima che li caratterizza e nella quale ci si si può mescolare fino a “svanire” ,diventando parte globale del tutto. Una caratteristica che nasce dalla filosofia orientale che ha conquistato anche l’occidente. In questa mostra vengono sottolineate le contraddizioni fra passato e futuro, fra il potere esercitato e quello subito , in effetti ,molteplici sono le interpretazioni che si possono percepire dal lavoro di questo artista : denuncia? Riflessione critica ? Protesta sociale e politica? Ogni spettatore può trarre le sue proprie conclusioni, di certo non è casuale che proprio nella mostra attuale, siano inserite alcune opere del 2015 dal titolo “migranti” nelle quali l’artista, oltre a mimetizzarsi all’interno dei “barconi della speranza” , ha scelto come protagonisti giovani migranti africani alloggiati in alcune strutture di accoglienza temporanea in Sicilia. In uno degli scatti i loro corpi sono stati dipinti nel blu della bandiera dell’unione europea , in una posa che ricorda una sorta di Pietà contemporanea.
In ogni caso ogni scatto rivela la complessità della visione dell’artista, che va ben oltre l’immediatezza estetica dell’immagine.
Il lavoro stesso che viene svolto prima di eseguire lo scatto finale, fa parte di un processo artistico profondo : la ricerca della location lo studio dell’artista, l’istallazione, il body painting precisissimo, la performance finale ; ovvero un processo di realizzazione che può durare anche diversi giorni e che mostra come una immagine fotografica artistica non è frutto di casualità o fortuna ma la sintesi di una complessa elaborazione creativa che rivela la coscienza dell’artista e la sua intima conoscenza della realtà in tutta la sua complessità.

 

 

di Barbara Santoni 

 

 

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